È passato un bel po’ dall’ultima volta che ho guardato dall’altra parte dello specchio. Probabilmente in questo arco di tempo la vita e le sue stupide lezioni mi hanno portato via gli ultimi sorrisi che avevo, lasciandomi qua senza un dente in bocca da mostrare per il quale valga la pena accennare un sorriso.
Sai com’è, magari aspetti la maggiore età perché vorresti l’indipendenza, vorresti il mondo come comoda navicella per girovagare nell’universo, intanto però il giorno dopo sono già arrivati i diciannove, e resti lì come un coglione a dirti: << Eh!? Dove sono gli altri trecentosessantaquattro giorni?! >>.
Nel frattempo giri nella stanza e diecimila post-it sul muro la colorano. Una vita pigra, così pigra che mentre gli altri ti lasciano a morire per disperazione tu non hai nemmeno la forza di chiedergli di aspettare.
Sai che passerà, o forse no, ma ci vuoi credere fermamente.
Sai che fa male, o forse no, ma fai finta di essere felice di vivere l’abbandono.
Sai che tornerà, o forse no, ma inizi a capire che devi obbligatoriamente fare qualcosa.
Hai perso tutto: sai che è passato, ti fa male e che non tornerà più niente di tutto ciò che hai lasciato andare...
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